Recensioni Aprile 2025

Neutralità e rappresentazione. Ricerca di filosofia scientifica

La collana Epistemologica dell’editore Mimesis rappresenta da molti anni una preziosa risorsa per le ricerche in ambito sociologico, filosofico ed epistemologico. Neutralità e rappresentazione. Ricerca di filosofia scientifica, scritto da Caterina Del Sordo, è un’aggiunta particolarmente interessante; l’autrice svolge ricerche nel campo dell’empirismo logico, del monismo neutrale e della fenomenologia, con particolare attenzione al lavoro scientifico e filosofico di Rudolf Carnap. Le riflessioni del membro del Circolo di Vienna sono l’argomento principale di questo saggio, in cui Del Sordo intende rivalutare il pensiero carnapiano per una nuova proposta di filosofia scientifica. Oggi, tale visione della filosofia non può essere ricondotta né alla Wissenschaftliche Weltauffassung Der Wiener Kreis né a un’idea di scienza naturalizzata. Una prova di questo fatto è la scelta editoriale fatta da Hannes Leitgeb, direttore della rivista Erkenntnis che, nel 2013, ne ha cambiato il sottotitolo da International Journal of Analytic Philosophy a International Journal of Scientific Philosophy: tale modifica sottolinea la volontà di conferire «legittimità teorica ai problemi filosofici tradizionali promulgandone la trattazione attraverso metodi, in particolare matematici, ma anche computazionali e sperimentali, prominenti nella scienza medesima» (p. 24). La proposta avanzata da Del Sordo è quindi quella di una filosofia scientifica pragmatica, basata essenzialmente su tre vocaboli: “Non-residualità”, “Termine medio” e “Trasformazione”. La filosofia scientifica adotta due atteggiamenti: il primo – mutuando i termini dalla fenomenologia husserliana (Husserl, 2003) – può definirsi “statico”, in cui «si rendono strumentali le tesi che derivano dai tentativi di risolvere problemi contestuali» (p. 55); il secondo è l’atteggiamento “genetico”, dove «le tesi [sono considerate] come nodi inseparabili di un[a] rete di assunzioni implicite o esplicite» (p. 56). Nei due atteggiamenti si delineano due diversi metodi: il primo utilizza un approccio analitico, il secondo, invece, usa norme di tipo sintetico. Questi metodi non sono necessariamente in antitesi tra loro: come suggerisce Del Sordo – rifacendosi al testo Discourse on a New Method. Reinvigorating the Marriage of History and Philosophy of Science curato da Mary Domsky e Michael Dickson (Domsky e Dickson, 2010) –, «L’obiettivo dell’analisi non è quello di scomporre un oggetto in frammenti, quanto piuttosto quello di entrare nella profondità e opacità dello stesso […]. La sintesi, dall’altra parte, non ammonta a una connessione eterogenea o arbitraria di elementi tra loro irrelati […]. Essa serve piuttosto ad articolare la già data connessione tra A e B, nonché a renderla intelligibile, rendendone ragione, motivandola o giustificandola»(p. 58). Tale metodologia, che interseca la riflessione filosofica con il contesto storico in cui essa si sviluppa, «è molto specifica. Non si tratta infatti di trovare le “big pictures” che collegano ad esempio la figura di Cartesio al passaggio dalla filosofia della natura aristotelico-scolastica a quella meccanica o lo sviluppo della computer science a quello di varie teorie della mente. Si tratta piuttosto di rintracciare questioni più sottili che collegano ad esempio le leggi della meccanica newtoniana al tentativo kantiano di ricercare le condizioni che rendono possibili conoscenze sintetiche a priori […] (p. 60). Del Sordo segue questa strada per indagare i rapporti tra Carnap e il monismo neutrale. Questa classe di teorie metafisiche, che trova la sua massima espressione negli scritti di Ernst Mach, William James e Bertrand Russell, intende superare sia il materialismo legato alla concezione galileiana del mondo fisico, sia lo spiritualismo che fa riferimento alla res cogitans cartesiana attraverso una visione unitaria del reale. Autorevoli studiosi come Erik Banks hanno escluso qualsiasi tipo di legame tra il monismo neutrale e la filosofia di Carnap, facendo leva sulla visione deflazionata dell’ontologia tipica del Circolo di Vienna (Banks, 2014). Tuttavia, Del Sordo esprime un’altra convinzione: facendo riferimento al manoscritto inedito Vom Chaos zur Wirklichkeit (Carnap, 1922), l’autrice mette in evidenza come, per Carnap, «La realtà [sia] costruita da un onnicomprensivo will-to-order da cui lo stesso intelletto dell’epistemologo viene giocato, costituito o determinato» (p. 87); tale idea è in accordo con la visione sostanziale dell’ontologia esposta da Mach, secondo cui la conoscenza della realtà dipende dalla scoperta di nuove relazioni tra i fenomeni (Guidetti, 2021, p. 27). Proprio la natura relazionale della realtà è l’aspetto su cui poggia la proposta di filosofia scientifica di Del Sordo: le relazioni tra diversi elementi comportano la creazione di strutture, nozione fondamentale sia nella filosofia sia nelle scienze. Nel terzo capitolo, infatti, Del Sordo mostra al lettore alcuni risultati della sua collaborazione con il filosofo e matematico Thomas Mormann. L’uso di costruzioni concettuali strutturali – come, ad esempio, il teorema M3 – N5 – è una pratica basilare nella costruzione del sapere, sia esso filosofico o scientifico. Le criticità emergono quando si passa dal piano concettuale a quello empirico: in questo passaggio, infatti, si creano variazioni e ambiguità. Questo fatto, che in apparenza sembra invalidare il lavoro di Carnap, è, in realtà, pienamente consonante con il contenuto de La costruzione logica del mondo (Carnap, 1997), dove si distingue tra un approccio sistematico di carattere logico-epistemologico e un approccio sistemico di carattere pratico-operativo. Le strutture, dunque, non sono delle mere costruzioni logiche, bensì delle operazioni che fanno emergere la pragmaticità di determinate conoscenze; esse colgono la dinamicità del reale, sia nelle sue declinazioni teoretiche sia nei suoi risvolti pratici. Quest’ottica relazionale-strutturale permette a Del Sordo di praticare un’interessante operazione di ingegneria concettuale: partendo dalle classiche coppie «realtà metafisica / realtà empirica; ontico / ontologico; realismo empirico / realismo metafisico», l’autrice elabora le terne «realtà profonda / realtà empirica / realtà metafisica; ontale / ontico / ontologico; realismo profondo / realismo empirico / realismo metafisico» (p. 124). Così facendo, Del Sordo apre nuovi scenari di ricerca, non solo per gli studi su Carnap, ma anche per l’indagine filosofico-scientifica in generale. Come detto in precedenza, il libro di Del Sordo è un’aggiunta molto interessante agli studi in ambito epistemologico. Oltre a fornire una rilettura significativa dell’opera di Carnap, il testo solleva altre due questioni di notevole spessore: la prima riguarda il rapporto tra universale e particolare, analizzato in ambito politico già da Jean-Jacques Rousseau (Rousseau, 2003), affrontato in un’ottica geo-culturale da Dipesh Chackrabarty (Chakrabarty, 2004) e indagato ottimamente nei suoi legami con il digitale da Mauro Barberis (Barberis, 2024); la seconda, invece, concerne le infinite potenzialità dell’ermeneutica, ampiamente discusse da Hans-Georg Gadamer (Gadamer, 2000). In Del Sordo, queste due questioni convergono nella sfera epistemologica; come scrive l’autrice stessa: «Se qualcosa nasce, si sviluppa e muore, può dirsi avere una vita. In questo senso, hanno una vita non solo gli organismi animali o vegetali, ma anche i prodotti della cultura o del pensiero, che si originano e si sviluppano per poi morire o decadere» (p. 21). La metafora del ciclo vitale è particolarmente calzante: nel corso del loro vissuto, gli animali e i vegetali si trovano in una fitta rete di interconnessioni che modificano continuamente i soggetti coinvolti; lo stesso accade per i prodotti culturali, sempre suscettibili alla relazione e alla ridiscussione. Del Sordo ci guida in un percorso che dimostra chiaramente questa connessione tra pensiero e vita. Efrem Trevisan Bibliografia Banks, E. (2014). The Realistic Empiricism of Mach, James and Russell. Neutral Monism Reconsidered, Cambridge University Press, Cambridge. Barberis, M. (2024). L’incanto del mondo. Un’introduzione al pluralismo, Meltemi, Milano. Carnap, R. (1922). Vom Chaos zur Wirklichkeit, Document RC 081-05-01, Archives of Scientific Philosophy, Hillman Library, Pittsburgh University. Carnap, R. (1997). La costruzione logica del mondo. Pseudoproblemi nella filosofia, UTET, Torino. Chakrabarty, D. (2004). Provincializzare l’Europa, Meltemi, Roma. Domsky, M., Dickson, M. (ed.). (2010). Discourse on a New Method. Reinvigorating the Marriage of History and Philosophy of Science, Open Court, Chicago and La Salle. Gadamer, H.-G. (2000). Verità e metodo, Bompiani, Milano. Guidetti, L. (2021). Gli elementi dell’esperienza. Studi su Ernst Mach, Quodlibet, Macerata. Husserl, E. (2003). Metodo fenomenologico statico e genetico, Il Saggiatore, Milano. Rousseau J.-J. (2003). Il contratto sociale, Feltrinelli, Milano.